Quale futuro per l'energia nucleare? Una risposta a questa domanda potrebbe venire dall'analisi di quanto si è verificato negli ultimi 200 anni in altri campi, tra cui l'epidemiologico e l'economico, attraverso lo strumento dei cicli di Kondratiev.
Il problema delle centrali nucleari ha suscitato sentimenti e opinioni contrastanti durante gli ultimi anni. Dalla soluzione millenaristica di tutti i problemi energetici, a una sinistra insinuazione diabolica nei destini dell'umanità. Tra il tira e molla sono state costruite centinaia di centrali che funzionano tutto sommato egregiamente. Molte delle interpretazioni che giornalisti, politici ed economisti danno sugli affari correnti si basano su una ricerca di cause vicine nel tempo. Questa è una strategia statisticamente efficiente e anche gli animali spesso la adottano. I sistemi sociali ed economici sono però bestie lente e, come molti studi di analisi di sistema sul lungo termine fatti nell'Istituto del prof. Marchetti, hanno rivelato. Si da il caso di eventi attuali le cui radici giacciono invisibili molto indietro nel tempo. Per cercare di interpretare quello che è successo al nucleare ed entro certi limiti prevedere quello che gli succederà, il Prof. Marchetti fa ricorso a due concetti che emergono solidissimi dagli studi da lui effettuati (3000 casi esaminati).
Concetto numero uno è che la diffusione di una nuova idea o di una nuova tecnologia avviene attraverso una forma di epidemia culturale descivibile appunto con equazione epidemiologiche, nei casi più semplici con equazioni logistiche. Concetto numero due è che tutte le nostre economie e molte operazioni sociali sono modulate da cicli lunghi di circa 55 anni che in economia vengono chiamati cicli di Kondratiev. Nell'economia, appunto, la prima metà del ciclo è caratterizzata da una crecita nel complesso sostenuta (BOOM) e la seconda metà da una crescita a singhiozzo e stagnante (RECESSIONE) con un finale che può essere distruttivo e fallimentare (DEPRESSIONE). L'idea di questi cicli nata negli anni 20 ha avuto alti e bassi. Guardando come le diffusioni epidemiche si inseriscono nei cicli di Kondratiev, si trova che quasi sempre una diffuzion iniziata all'interno di un ciclo termina, cioè satura verso la fine del ciclo stesso. Saturare significa che l'epidemia rallenta fino a raggiungere un ciclo stazionario. L'esempio strettamente epidemico è riportato in figura 1 dove si contano i morti da peste a Londra nel 1665. La figura 2 riporta invece l"epidemia" di robot in Giappone. Il 1995, fine formale del ciclo, è segnato come una linea verticale. Dopo questa linea, si riparte con una nuova logistica che saturerà circa 50 anni dopo. La figura 4. riporta il caso dell'automobile in Europa negli ultimi cicli, quello dal 1885 al 1940 e quello dal 1940 al 1995.
Il prossimo passo logico è di vedere se l'introduzione dell'energia nucleare segue questo modello. La risposta è sì, perfettamente. La Fig. 4 risporta il caso della Germania, dove il problema nucleare è stato dibattutissimo e tormentatissimo sia a livello sociale che politico. la curva di diffusione non risente però di questi tormenti e si svolge nitida fino alla saturazione senza turbolenze o indecisioni. Lo stesso vale naturalmente per tutte le nazioni in cui l'energia nucleare ha attecchito e per il mondo nel suo complesso.
Non vale per l'Italia dove, dopo qualche tentativo, per ragioni varie la tecnologia non ha attecchito. Anche se la situazione non è così poi nettamente definita. L'Italia in effetti consuma quantità importanti di energia elettrica di origine nucleare, prodotta però in Francia, Germania e Svizzera. Con l'Unione Europea che incombe, anche questo atteggiamento farisaico da demi-vierge non avrà più la giustificazione formale dei confini nazionali.
Semplicemente le centrali nucleari che servono la regione Italia saranno nelle regioni a Nord. Più o meno come in Italia ora, dove il Sud è deficitario in termini di energia elettrica.
A questo punto abbiamo gli elementi per arrivare al dunque della previsione. Come per le tecnologie non demonizzate (robot) la tecnologia nucleare ha raggiunto un plateru in coincidenza con la fine di un ciclo di Kondratiev. Come per le tecnologie che non hanno saturato tutto il mercato potenziale (auto nel 1940), una nuova ondata di diffusione dell'energia nucleare è ripartita con il nuovo ciclo nel 1995.
Gli ingranaggi del sistema sono più forti dei sentimenti e delle opinioni. Questo perlomeno dice la storia.









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