Roma, 4 dicembre 2007 - Appena pubblicato sul sito di QE Quotidiano Energia il video della discussione tra i massimi esperti italiani del settore sulla “Cattura e stoccaggio della CO2”, una tecnologia di cui si parla sempre più e che potrebbe dare una mano importante alle strategie di riduzione del rischio cambiamento climatico. Oltre che all’indirizzo …….. la trasmissione è visibile anche all’indirizzo http://www.dire.it/DIRE-AMBIENTE--PATRIMONIO/dire_ambiente.php?m=11&l=it
A parlarne i massimi esperti italiani: Fedora Quattrocchi dell’INGV, responsabile della ricerca pubblica del settore, Roberto Bencini, Direttore tecnico della Società IGM leader in Italia per la parte stoccaggio, e Giorgio Fantoni, amministratore delegato di Alstom Power Italia, società tra le prime due al mondo per la parte cattura.
Grande ottimismo per la situazione dell’Italia, che si presenta con le carte in regola per essere tra i protagonisti del settore. In particolare per la conformazione geologica profonda, simile a quella del Medio Oriente ma con poco petrolio e tantissimi depositi acquiferi salini con temperature adatte, l’ideale per immettervi CO2 che in breve tempo si autosigilla prima sciogliendosi nell’acqua e poi trasformandosi in roccia.
La conoscenza storica dei comportamenti del gas è dovuta alla presenza in molte aree di fuoriuscite naturali, per cui i nostri ricercatori sono chiamati come consulenti in tutto il mondo. E’ in preparazione la mappa dei potenziali siti italiani, grazie anche al contributo di società come l’Enel, anche se le industrie interessate non si limitano al settore energetico.
La tecnologia di stoccaggio è poi conosciuta e sperimentata negli Stati Uniti da più di 20 anni ed è molto simile a quella utilizzata per il gas metano, altro settore d’avanguardia in Italia. Nel frattempo cresce l’attività sulle tecnologie di cattura pre combustione, post combustione e in caldaia.
Sei gli impianti sperimentali della Alstom, attiva nel settore dal 1998; nel 2012 i primi impianti industriali. Urgente l’assimilazione al meccanismo dei certificati emission trading, con una convenienza economica intorno ai 25 euro a tonnellata (tra 27 e i 37 dollari).
Secondo i partecipanti alla trasmissione, prima di qualunque iniziativa industriale appare comunque preliminare una ampia opera di divulgazione trasparente per l’acquisizione del consenso dell’opinione pubblica.
fonte: www.quotidianoenergia.it









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