Più di 350mila morti e 800 miliardi di dollari di danni in 15 anni. Tanto sono costate le alluvioni e le tempeste che hanno flagellato il pianeta dal 1991 al 2005, lasciando decine di milioni di persone senza tetto.
E' un bilancio impressionante quello calcolato dalla International Strategy for Disaster Reduction dell'Onu. Ed è in continua crescita. Il 2007 non è ancora finito ma è già un anno record di catastrofi ambientali. L'Ufficio di coordinamento delle questioni umanitarie dell'Onu ha invocato finora 13 emergenze, tutte, tranne una, causate da eventi climatici estremi, in gran parte alluvioni.
Questa è l'altra faccia del riscaldamento planetario, troppo spesso trascurata. Tempeste sempre più violente, inondazioni incontrollate, e una popolazione impreparata ad affrontarle. Di solito, l'idea di effetto serra evoca immagini di siccità, desertificazione, ed estati sempre più torride. In realtà, risulta essere certo che in molte aree del mondo le piogge aumenteranno e che in tutto il mondo diventeranno più intense, improvvise e potenzialmente devastanti.
Tutti i modelli climatici finora proposti avrebbero sopravvalutato le future siccità e trascurato il rischio di alluvioni, sostiene uno studio pubblicato sulla rivista "Nature". Nessun esperto, infatti, ha finora considerato l'effetto fisiologico che ha sulle piante l'anidride carbonica, il principale gas a effetto serra. Le piante sono essenziali nella regolazione dell'umidità del terreno: assorbono acqua dalle radici e la disperdono sotto forma di vapore. Pertanto, sostiene la nuova ricerca, l'aumento dell'anidride carbonica nell'atmosfera ridurrà l'evaporazione dal sottosuolo, favorendo l'accumulo d'acqua.
I ricercatori, tra cui il Professor Richard Betts, prevedono che, al ritmo attuale di emissioni di anidride carbonica, entro un secolo lo scorrimento superficiale delle acque aumenterà del 17per cento, contro l'11per cento di crescita previsto dai modelli precedenti.
Di questo passo, secondo alcune simulazioni pubblicate su "Climatic Change", entro il 2020 le piene eccezionali in Nord Europa avranno più che raddoppiato la loro frequenza e la portata delle più gravi crescerà del 10per cento rispetto ai massimi attuali.
Questi sono i risultanti del mancato perseguimento di una seria etica ambientale.
Dott. Gianni Lauretig
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