L’energia geotermica è tra le più consistenti fonti di energia rinnovabile e con l’aiuto finanziario del settore privato e delle politiche governative, potrebbe diventare una valida alternativa al gas naturale, al nucleare e al carbone.
Per discutere di ciò si è riunito a fine settembre nel Nevada, il Consiglio delle risorse geotermiche in collaborazione con l’Associazione dell’energia geotermica (GEA). Qui si sono incontrate circa 2000 persone e più di 50 diretti interessati ad investire nel settore.
Anche se per il momento l’industria geotermica conta meno dello 0,5% dell’apporto energetico nazionale, gli studiosi del settore sono ottimisti per il futuro e sottolineano la necessità di diminuire i costi di questa fonte di energia al fine di portarli alla pari con quelli dei carburanti fossili, e di dare al geotermico la meritata importanza che altre fonti di energia rinnovabile hanno acquisito negli ultimi anni.
Per tutto questo è necessario uno sforzo nazionale generale che porti alla formulazione di politiche che spronino all’utilizzo di questo tipo di energia alternativa. Così facendo, si permetterebbe alle industrie di usufruire delle risorse finanziarie governative o di privati.
Da recenti studi è emerso che negli Stati Uniti si potrebbe utilizzare nei prossimi 50 anni grazie ad un modesto investimento statale nei diversi progetti, una quantità di più di 100.000 MW proveniente da Sistemi Geotermici Potenziati (EGS), contro gli appena 3.000 MW installati attualmente negli USA, cioè meno del 3% del potenziale.

Nel maggio 2007 un report della GEA ha identificato 74 nuovi progetti geotermici in diversi stati americani che raddoppieranno la capacità geotermica USA fino a 6.000 MW. Inoltre ci sono più di 40 paesi nel mondo con un potenziale geotermico non sviluppato, in previsione di crescita del 50% entro il 2010. Lo stesso report aggiunge che i sistemi geotermici sono quasi privi di emissioni nocive, incluse quelle di anidride carbonica; a questo va sommato l’enorme potenziale geotermico presente in natura, tale da non richiedere il suo stoccaggio.
Il grosso problema che limita il suo uso è il costo molto elevato fra gli altri, dell’equipaggiamento necessario per perforare il suolo in profondità. Per accollarsi tali spese è necessario un intervento del governo che si sta attualmente discutendo al Congresso.
Fonte: http://www.renewableenergyaccess.com
Traduzione: IRECon Italia Srl - TTS - TechnicalTranslationsServices









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