L’energia posseduta dalle onde sulle superfici d’acqua del nostro pianeta può essere convertita in energia elettrica. Si tratta di energia rinnovabile perché è il vento che tramite meccanismi abbastanza complessi, soffiando sulla superficie dell’acqua, trasferisce ad essa una parte della sua energia. E il vento è il prodotto dell’energia del sole. Pertanto non si è in errore quando si considera l’energia naturalmente associata al moto ondoso come una forma trasformata di energia solare.
Vi sono svariati modi di sfruttare l’energia del moto ondoso, quelli più conosciuti si basano sul principio dell’oscillazione di una colonna d’acqua (in inglese OWC – oscillating water column). Una colonna d’acqua che oscilla all’interno di un contenitore chiuso agisce come un pistone, comprimendo l’aria intrappolata al suo interno. In pratica quello che accade è che la colonna d’acqua sta cedendo parte della sua energia all’aria incrementandone la pressione. Se nessuno preleva questa energia, essa verrà restituita praticamente integralmente all’acqua, proprio come una molla compressa nel momento in cui la si rilascia.
Se però qualcuno costruisce un dispositivo in grado di estrarre quest’energia al momento giusto, essa può essere sfruttata per azionare dispositivi in grado di generare corrente elettrica.
I dispositivi OWC fanno esattamente questo: dirigono l’aria compressa dall’acqua su una turbina. Quest’ultima, messa in rotazione, genera la corrente.
FONTE: http://www.enel.it/
Il brevetto propostoci dal sig. Rubino è un perfezionamento del concetto della colonna d’acqua oscillante. In pratica l’idea consiste in questo: è possibile costruire una struttura modulare, di tipo galleggiante (fig 1), nella quale tramite apposite canalizzazioni e sistemi di regolazione a valvole di non ritorno (fig 2), l’energia dell’aria messa in movimento dal fluire delle onde può essere convogliata ad un’unica turbina (a sinistra, fig 3), sfruttando sia la colonna d'aria ascendente (zona in pressione) che la colonna d'aria discendente (zona in depressione).

fig 1 - sezione longitudinale

fig 2 - sezione trasversale

fig 3 - vista in pianta
Troverete qui tutti i dettagli, nei documenti gentilmente messi a disposizione dal sig. Rubino:
Potete contattarlo a questo indirizzo: luigirubino@hotmail.com
Ci sentiamo di commentare così:
La macchina proposta è originale ed ingegnosa e sarebbe interessante sapere se il sig. Rubino ha pensato alla definizione di modelli in grado di simulare il comportamento di questa sua macchina.
Quanto detto potrebbe costituire lo spunto per uno studio più approfondito, per valutare pregi e limiti, sia dal punto di vista tecnico-costruttivo, che economico.
Per saperne di più:
Dossier sul sito dell’ENEL:
Approfondimento sulla disponibilità di energia da moto ondoso (in inglese):
Altre informazioni:










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