Fotovoltaico

Con quale frequenza devo pulire la superficie dei pannelli fotovoltaici?

Risposta: 

Si ritiene che le precipitazioni normalmente presenti (almeno nel contesto italiano) siano sufficienti per mantenere efficienti i pannelli fotovoltaici. Eccezionalmente potrebbe essere consigliabile una pulitura, ma l'unico problema causato dallo sporcamento è una certa perdita di producibilità. L'impianto non ne viene danneggiato in alcun modo, a meno che lo sporcamento non sia molto intenso e interessi solo alcune parti dell'impianto: in questo caso, in dipendenza da come sono collegati tra loro i pannelli, potrebbero anche insorgere problemi di danneggiamento di alcuni pannelli, a meno che questi non siano dotati di diodi di bypass.

Da notare che si ritiene generalmente che quanto più i moduli sono inclinati rispetto all'orizzontale, tanto più facilmente gli stessi resteranno puliti, riducendo di conseguenza gli effetti dello sporcamento sulla producibilità. 

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In estate il mio impianto produrrà più energia?

Risposta: 

generalmente si:In estate, un impianto posizionato correttamente sarà interessato da un irraggiamento solare maggiore, tuttavia va detto che per effetto della temperatura elevata, i moduli tendono a lavorare in condizioni non ottimali. Un impianto progettato non correttamente potrebbe addirittura disconnettersi proprio in queste condizioni.

L'ideale per un pannello fotovoltaico sono le condizioni di elevato irraggiamento, con bassa temperatura. Ci si può aspettare che un pannello fotovoltaico renda al meglio in una giornata di fine primavera (irraggiamento elevato) con temperature non elevatissime, magari con vento.

Che cos'è il kWp?

Risposta: 

La potenza nominale di un campo fotovoltaico si misura in kWp.

Un impianto fotovoltaico è costituito da almeno un campo fotovoltaico, a sua volta composto da pannelli (moduli) più tutta una serie di componenti che consentono di adattare le caratteristiche della energia captata dal campo fotovoltaico alle esigenze dell'utenza.

La potenza in kWp é in pratica data dalla somma delle potenza di targa di ogni singolo modulo fotovoltaico dell'impianto. Se ad esempio ho un campo con 100 moduli da 150Wp, la potenza nominale dell'impianto è 100x150=15000Wp=15kWp.

Dato che tutte le trasformazioni avvengono con una certa perdita, la potenza elettrica disponibile all'utenza (kW) è sempre inferiore a quella nominale del campo fotovoltaico (kWp).

Voglio costruire un impianto fotovoltaico. Quanto grande mi serve?

Risposta: 

Se si parla di un privato cittadino, l'impianto va dimensionato in base al consumo effettivo, rilevabile dalla bolletta elettrica su base annuale (calcolare la somma dei KWh consumati). E' possibile costruire impianti più grandi del proprio fabbisogno, ma non è conveniente per come sono pensate le normative (regime di scambio sul posto).

A titolo d'esempio, un impianto di potenza 1,5kWp costruito in centro Italia produce circa 1900kWh all anno. in ogni caso se il cittadino ha un contratto per una potenza impegnata di 3kW, l'impianto non può avere una taglia maggiore.

Per le aziende, il discorso si fa più complicato, in funzione della taglia dell'impianto.

La grandine può danneggiare il mio impianto?

Risposta: 

Normalmente no.

I moduli fotovoltaici sono progettati (e quasi sempre certificati) per resistere a impatti notevoli. In particolare, è previsto che i moduli siano testati per resistere a grandine fino a 75mm di diametro, con velocità di quasi 40m/s (144km/h).

Va detto anche che per poter usufruire del "Conto Energia", è necessario che i moduli siano di tipo certificato. Le norme di riferimento sono la CEI EN 61215 e la CEI EN 61646, rispettivamente per moduli in silicio cristallino e film sottile. 

Per sapere se il modulo fotovoltaico che volete o vi stanno proponendo è certificato, guardate la brochure e cercate il riferimento alle due norme citate.

Il mio impianto fotovoltaico funziona anche se la giornata è nuvolosa?

Risposta: 

Si. il pannello fotovoltaico, in misura maggiore o minore a seconda della tipologia (silicio cristallino o amorfo) è in grado di captare anche parte della cosiddetta "componente diffusa" della radiazione solare.

A parte questo, logicamente in una giornata nuvolosa la riduzione della componente diretta della radiazione solare provoca una corrispondente riduzione dell'energia captata dall'impianto.

Il mio tetto è adatto all'installazione di un impianto fotovoltaico ?

Risposta: 

Quasi ogni tetto ha superfici utilizzabili per un impianto fotovoltaico, tuttavia il posizionamento dell'impianto è un fattore da determinare accuratamente in fase di progetto.

Le superfici inclinate verso sud, sud-est, o sud-ovest sono le migliori. Lievi scostamenti sono sempre accettabili in quanto non fanno diminuire di tanto la quantità di energia captata.

Decisamente sconsigliabili le superfici rivolte a nord...questo è l'unico vero caso in cui non vale la pena installare un impianto di questo tipo.

Per quanto riguarda l'inclinazione, in italia è consuetudine inclinare i pannelli fotovoltaici di circa 30° gradi rispetto al piano del terreno. Inclinazioni maggiori (fino a 45° circa) privilegiano la resa invernale, inclinazioni minori, la resa estiva.

Il posizionamento dei pannelli è uno dei parametri che più incide sulla quantità di energia che è possibile ricavare da un impianto fotovoltaico.

Per avere un'idea precisa di quanta energia è possibile produrre installando un impianto fotovoltaico sul vostro tetto, consigliamo di contattare un tecnico del settore per una valutazione di prefattibilità.

L'impianto fotovoltaico è brutto a vedersi?

Risposta: 

La risposta non può che essere soggettiva. In ogni caso molto dipende dalla visibilità dell'impianto e da quanto bene esso sia stato progettato per integrarsi nel contesto architettonico.

Al giorno d'oggi esistono soluzioni nuove, che consentono una integrazione migliore. Se un edificio viene progettato fin dall'inizio per essere dotato di un impianto fotovoltaico, si può avere un'integrazione ancora migliore.

In quanto tempo un pannello fotovoltaico restituisce l'energia che è servita a produrlo?

Risposta: 

Con i metodi produttivi attuali, si è calcolato che nei primi tre/quattro anni il pannello fotovoltaico riuscirà a restituire l'energia che è servita per la sua costruzione, trasporto, installazione.

Dato che la vita utile stimata di un pannello è circa venti anni, la convenienza energetica globale esiste: per i successivi 17/18 anni il pannello va "in attivo" sul suo bilancio energetico.

Si tenga anche conto che le stime si basano sull'attuale metodo produttivo dei pannelli a silicio mono/policristallino, senza contare evoluzioni della tecnologia, che normalmente avvengono: basterebbe innalzare anche di qualche punto percentuale l'efficienza del pannello per incrementare readilcalmente il vantaggio in termini di bilancio energetico.

I fattori limitanti sono in questo caso di tipo economico: le nuove tecnologie richiedono tempo e investimenti per diventare "mature". Si pensi ad esempio al caso del silicio amorfo: è una tipologia costruttiva che richiede molta meno energia per costruire un pannello, tuttavia al giorno d'oggi vi sono molti più pannelli a silicio cristallino.

Uno dei motivi è che il silicio amorfo richiede una tecnologia costruttiva più sofisticata, quindi alla portata di un minor numero di costruttori (attualmente soprattutto giapponesi, mi risulta), mentre il silicio cristallino, avendo le celle a disposizione, può essere assemblato anche in impianti con modesta tecnologia.

Quanto costa un impianto fotovoltaico?

Risposta: 
Parlando di un impianto fotovoltaico adatto alle esigenze di una casa unifamiliare (2 Kwp di potenza), il costo si aggira sui 15.000-18.000 €  installazione compresa.
impianti più grandi costano in proporzione di meno.
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