Il biocarburante di Haiti si chiama Jatropha

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I semi della pianta autoctona haitiana Jatropha curcas possono essere schiacciati e lavorati in modo da ricavarne biocarburante da usare nei mezzi di trasporto. In questo modo si può facilmente aggirare il problema del costo sempre più gravoso del petrolio, prestando attenzione all’ambiente.

La pianta presa in esame è molto adattabile e cresce in diverse zone geografiche, permettendo quindi a Paesi con caratteristiche climatiche molto varie come l’India, il Mali e l’Indonesia tra le altre, di sviluppare il biodiesel.

La coltivazione di questo vegetale è un’ottima occasione per trovare lavoro agli abitanti haitiani per lo più contadini, e per dare un impulso positivo all’economia rurale dell’isola. Inoltre, in questo modo, i coltivatori potrebbero “autofornirsi” energicamente in ogni zona dell’isola, possibilità che risulta essere particolarmente utile in quelle aree rurali isolate che restano spesso fuori dai circuiti energetici centrali.

Vendendo un ettaro di terreno coltivato a jatropha a 600 $, si aumenterebbe vertiginosamente il guadagno di intere famiglie che tutt’oggi vivono con meno di un dollaro al giorno.

Un’altra importante conquista ambientale che si può raggiungere grazie alla coltivazione della jatropha, è fermare o per lo meno ridurre drasticamente la domanda di carbone derivante dal legname che ha portato in tutti questi anni ad un processo di deforestazione della maggior parte del terreno collinoso di Haiti: la pianta potrebbe espandersi e crescere rigogliosa nella nuda terra e i suoi rami, troppo piccoli e sottili, non potrebbero essere utilizzati per il carbone.

La sfida ora è convincere i contadini a coltivare questo tipo di pianta che non dovrà sostituire i raccolti tradizionali utili al sostentamento ma affiancarsi ad essi, in uno sviluppo abbastanza lento inizialmente, dal momento che i semi di jatropha maturano dopo almeno tre anni.

L’introduzione della jatropha nell’economia “ecologica” haitiana ha mosso l’interesse del Brasile, leader mondiale nel biocarburante, tanto da portare un rappresentante dei produttori di jatropha brasiliani ad Haiti per decidere dell’inizio di un progetto pilota vicino a Port-au-Prince. L’esperienza di questo Paese nel settore è, secondo il Centro per gli Studi Strategici Internazionali di Washington, fondamentale per il futuro del programma ad Haiti e si inserisce nell’accordo sulla promozione dell’uso di fonti di energia rinnovabile nei Caraibi e nell’America Centrale siglato nel Marzo di quest’anno fra USA e Brasile per diminuire la dipendenza di questi Paesi dal greggio e per permettere loro di sviluppare le proprie potenzialità.

Quel che è certo è che investire sulla jatropha non potrà annullare decenni di danni causati da politiche sbagliate all’ambiente e alle persone, ma potrà sicuramente portare loro numerosi benefici.

 

 

 Fonte: http://www.renewableenergyaccess.com

         

      

Traduzione: IRECon Italia Srl - TTS - TechnicalTranslationsServices