Tratto da un articolo del Prof. UGO BARDI.
Nella generale confusione che risulta dagli aumenti dei prezzi del petrolio, le soluzioni proposte per il problema dell'energia si sprecano. Ognuno ha la sua: idrogeno, rinnovabili, nucleare, carbone, tutto viene lanciato nell'immenso calderone dei media ad intasare le capacità ricettive del cittadino, il quale reagisce a volte facendosi prendere dal'entusiasmo per l'ultima novità, oppure con un generale scetticismo che porta poi a non fare nulla, aspettando gli eventi.
Ma di tutte queste cosiddette "soluzioni", ce n'è almeno qualcuna che funziona? E se sì, come si fa a dire quale è la migliore? Cercheremo in queste note di scrivere un concetto ancora non molto diffuso in Italia che può servire come un criterio di giudizio: il "Ritorno energetico sull'investimento energetico" noto con l'acronimo inglese di EROEI.
Nessuno ha problemi a capire che la banca che da gli interessi più alti è quella da scegliere. Senza problemi, decidiamo in base al "Ritorno sull'Investimento". Lo stesso criterio viene normalmente applicato alla valutazione del ritorno economico degli impianti energetici. Sapendo quanto mi costa l'impianto, quanto mi ritornerà in termini monetari dalla produzione di energia?
Il problema sta nel fatto che impianti destinati a produrre energia hanno spesso tempi di vita molto lunghi, dell'ordine di diverse decine di anni. Prevedere oggi su una distanza di decine di anni quali saranno parametri economici come l'inflazione, il tasso di sconto, i costi dei combustibili e simili è come cercare di prevedere i numeri del lotto. Aggiustando le grandezze e scegliendo i metodi di previsione si possono ottenere dati di qualunque tipo, ma il valore dei numeri ottenuti è praticamente 0. Se girate per internet, troverete che chiunque cerchi di promuovere una tecnologia (dal nucleare all'alcool etilico) troverà il modo di dimostrarvi, cifre alla mano, che il suo metodo costa meno di tutti gli altri.
Esiste un criterio più robusto che possiamo utilizzare per prendere delle decisioni in termini energetici? Si, esiste, e lo chiamiamo "Ritorno Energetico sull'Investimento Energetico" ovvero "Energy Return on Energy Investment" EROEI.
L'EROEI è il rapporto fra l'energia che un impianto produrrà durante la sua vita attiva e l'energia che è necessaria per costruire, mantenere e poi smantellare l'impianto. Siccome l'energia è una grandezza fisica, non è influenzata dalle follie umane, ovvero tassi di inflazione, tassi di sconto, prezzi di mercato, eccetera. Siccome, poi, l'energia è un bene fondamentale per la società umana, se un impianto porta un ritorno utilie (ovvero un EROEI maggiore di 1, possibilmente molto maggiore di 1) sarà stato sempre un buon investimento per la società stessa.
In linea di principio, in una situazione di libera concorrenza, energia ed unità monetarie dovrebbero coincidere, ovvero se un impianto porta un beneficio energetico, dovrebbe portare anche un beneficio monetario. Tuttavia, è facile che le cose non stiano affatto così nella giungla dell'economia reale. Con tutte le distorsioni dovute agli interventi statali, alle rendite di posizione, alla propaganda e all'effetto trainante degli investimenti già fatti, è perfettamente possibile che il profitto monetario dell'energia prodotta in un certo tipo di impianti non coincida affatto con il profitto energetico.
E' noto, per esempio, che gli incentivi, occulti o palesi che siano, dati all'industria petrolifera falsano ampiamente il mercato a danno dell'energia rinnovabile che ne riceve molti meno. Si sa anche che, nella foga disperata di cercare petrolio o qualcosa che somigli al petrolio, ci si sta attaccando a robacce come le sabbie bituminose che, secondo alcuni, richiedono più energia di quanta non ne forniscano alla fine del ciclo. Tant'è, è la magia dei sussidi statali. Ma non ci sono sussidi statali che possano cambiare le leggi della fisica.
Il termine EROEI comincia ad essere utilizzato sempre più di frequente in campo energetico. In effetti, coglie un punto fondamentale che finora nè gli economisti nè i tecnologi non avevano sufficientemente enfatizzato. Il fatto che un investimento energetico - ovvero la costruzione di un impianto - ha senso soltanto se l'energia che viene prodotta da quell'impianto durante la sua vita attiva è superiore a quella che è stata necessaria per costruirlo.
La misura dell'EROI è la vera pietra di paragone del valore di una tecnologia energetica. Una misura strettamente legata al principio di conservazione dell'energia che ci permette di discriminare fra le tecnologie senza bisogno di andare nei dettagli tecnici. Se una tecnologie ha un EROEI minore di 1, è come il moto perpetuo; un'assurdità che possiamo scartare senza neanche bisogno di esaminarla a fondo. Per contro, più alto è l'EROEI migliore è, in principio, la tecnologia.









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