James Lovelock: Progetto Natura.

L'aumento della temperatura del nostro pianeta ha imboccato una strada che sta per diventare irreversibile. Ma c'è un sistema per evitarlo.... James Lovelock, scienziato inglese indipendente, noto per aver formulato alla fine degli anni '70 "l'ipotesi Gaia" (l'idea che l'atmosfera, le terre emerse e l'oceano mantengano le condizioni adatte alla vita grazie al comportamento equilibrato degli esseri viventi stessi) indica una possibile via d'uscita dell'emergenza cambiamenti climatici.

Si tratta di incrementare negli oceani la diffusione delle alghe, la cui fotosintesi sottrarrebbe anidride carbonica dall'atmosfera facendola precipitare sui fondali marini.

Lovelock suggerisce di disporre negli oceani circa 100mila tubi in acciaio, della lunghezza di cento metri e con un diametro di dieci, che, portando in superficie le sostanze nutrienti di cui è ricco il fondo, permetterebbero la proliferazione delle alghe e quindi la riduzione della CO2 atmosferica. Inoltre, si avrebbe una maggior produzione di dimetilsulfide, gas che le alghe emettono nel loro metabolismo, e che, diffondendosi nell'atmosfera, aiuta la formazione di nubi in grado di riflettere la luce solare.

Alcuni ricercatori, però, non sono convinti della soluzione. Ad  esempio Penny Chisholm, ingegnere ambientalista del Massachussetts Institute of Technology, pensa che pompare acque profonde in superificie non farebbe risalire solo nutrienti, ma anche la C02 presente a quelle profondità e questo non farebbe che aumentare il gas serra nell'atmosfera.

Dott. Gianni Lauretig

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