Alla fine del 2007 il potenziale energetico generato dall’eolico in Cina ha toccato i 5,6 GW, ma più di un quarto del totale non è stato sfruttato perché, a causa dell’ assenza di una strategia di pianificazione, non si è riusciti a collegarlo alla centrale elettrica.
Secondo il vice presidente dell’Associazione cinese dell’energia eolica, il Sig. Shi Pengfei, la capacità eolica del Paese potrà crescere molto rapidamente nel 2008, aggiungendo altri 4 GW a quelli già esistenti, sfiorando in questo modo l’importante soglia dei 10 GW e raddoppiando le previsioni di crescita del settore attese da Pechino.
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Il problema è che i governi locali, spinti dalla possibilità di ricevere finanziamenti dalla capitale per progetti riguardanti le energie rinnovabili, aprono nuove fabbriche del vento senza implementare piani adeguati. Ma non solo: i proprietari delle centrali elettriche non sono interessati all’eolico il quale risulta essere problematico, poiché nei periodi poco ventosi le centrali devono cercare delle riserve per continuare a fornire energia, e perché questa risorsa è più cara rispetto al carbone.
Il più grande produttore di turbine al mondo Vestas, afferma che il Paese potrebbe diventare il mercato del vento maggiore al mondo entro i prossimi 5 anni, o anche prima se si cambiasse la politica interna garantendo un vantaggio competitivo in termini di finanziamenti agli impianti eolici rispetto a quelli a carbone.
L’obiettivo di Pechino è quello di riuscire a soddisfare il 15% del fabbisogno dell’intero Paese con energia derivante da fonti rinnovabili entro il 2020, puntando però maggiormente sul settore idroelettrico.
http://uk.reuters.com/article/environmentNews/idUKPEK2192820080116









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