La geotermia quale soluzione energetica su piccola scala

Esistono due "geotermie".
Quella classica, relativa allo sfruttamento di anomalie geologiche o vulcanologiche.
Quella a "bassa entalpia", relativa allo sfruttamento del sottosuolo come serbatoio termico dal quale estrarre calore durante la stagione invernale ed al quale cederne durante la stagione estiva.

Il primo tipo di geotermia, riguarda la produzione di energia elettrica (vd Lardarello) e le acque termali (Aqui Terme in Piemonte, Abano Terme in provincia di Padova, Lazise e Caldiero in provincia di Verona, Ferrara in Emilia etc.) utilizzate a fini di riscaldamento.

La geotermia a bassa entalpia, è quella "geotermia" con la quale qualsiasi edificio, in qualsiasi luogo della terra, può riscaldarsi e raffrescarsi, invece di usare la classica caldaia d'inverno ed il gruppo frigo d'estate. Questa tecnologia è ancora poco utilizzata in Italia, ma con tante potenzialità, praticabile da chi possiede una superficie di terreno anche minima e se pensata in fase progettuale dell'edificio presenta minori costi.

La finanziaria 2008 ha disciplinato per questo tipo di fonte energetica alternativa la possibilità di una detrazione del 55% (più IVA 10%) anche sulla sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale con impianti geotermici a bassa entalpia. E' previsto un rimborso fino ad un massimo di 30.000 Euro (per una spesa complessiva quindi di circa 54.500 Euro). La detrazione potrà essere ripartita in un numero di quote annuali, di pari importo, da 3 a 10.

Per un maggiore approfondimento sull'energia geotermica, si allega un articolo molto interessante di Gaetano Cenci e Bruno della Vedova.

 

 

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