Le automobili del futuro viaggiano su strade sempre più “verdi”

Tutte le più grandi case automobilistiche, BMW, Volkswagen, Chrysler, Honda, Toyota, si stanno specializzando nella creazione di macchine a basso utilizzo di petrolio o addirittura senza il minimo apporto di questa sostanza nociva per l’ambiente.

La corsa per creare automobili a biodiesel, elettriche, ibride, a idrogeno, è spinta dalla stessa competitività che ha caratterizzato l’ingresso nel mercato dei tipi tradizionali di automobile.

La compagnia che più di tutte si è data da fare per crearsi un’immagine sempre più “verde”, è la giapponese Toyota che ha prodotto la Prius, un’automobile ibrido-elettrica e molte altre vetture eco-compatibili. Si sono vendute infatti più di un milione di Prius da quando questa è entrata in commercio nove anni fa, e tutt’oggi il famoso marchio nipponico produce nuovi tipi di macchine ecologiche che espone negli showroom di tutto il mondo.

Non è da meno la General Motors che ha creato la macchina elettrica EV1 e ha intenzione di promuovere altri veicoli ibridi per i prossimi quattro anni. Ma la compagnia punta soprattutto sulla Chevrolet Volt, una berlina che può essere ricaricata con una semplice presa elettrica.

 

La scelta delle diverse case automobilistiche di prestare attenzione al problema ambientale è una conseguenza del continuo aumento del prezzo del petrolio e della crescita di interesse di sempre più individui nei confronti delle tematiche climatiche, tanto che lo sviluppo di questo settore è per le stesse compagnie un vero e proprio business.

Il percorrere questa strada vuol dire per molte di loro reinventarsi seguendo nuove direzioni, ma non sempre ciò risulta essere semplice: la Ford aveva costruito uno stabilimento rispettando l’ambiente nel Michigan promettendo di ridurre i consumi di carburante e di aumentare la produzione di automobili ibride, ma il progetto ha portato l’azienda in perdita tanto da non essere in grado di rispettare gli impegni ecologici presi. Proprio questo venir meno alla parola data ha messo in cattiva luce il famoso marchio americano che, dopo quanto successo, ha dovuto riconsiderare il proprio approccio nei confronti di queste tematiche e ricostruire passo dopo passo il suo cammino verso l’utilizzo di energie rinnovabili.

Questa è la sua politica attuale. 

 Fonte: http://www.renewableenergyaccess.com

 http://www.nytimes.com

        

 

Traduzione: IRECon Italia Srl - TTS - TechnicalTranslationsServices