Le coltivazioni per produrre biodiesel in Namibia rischiano di ridurre le colture per l’alimentazione

 

Aumenta in tutta la Namibia la coltivazione di appezzamenti per la produzione di energia alternativa riducendo pericolosamente in un Paese già stremato dalla povertà e dalla fame, le terre coltivabili per l’alimentazione.

Il rischio è quello di peggiorare ulteriormente la già critica e difficile condizione di vita delle persone che vivono nelle regioni più povere del mondo, dove la quasi totalità della popolazione vive di un’agricoltura di sussistenza che spesso, a causa delle non favorevoli condizioni climatiche, non basta nemmeno a sfamare i singoli individui.

 

Come in altre parti del mondo, anche le autorità namibiane hanno voluto puntare per la produzione di biodiesel sulla pianta di jatropha, arbusto forte e resistente i cui semi contengono più del 40% d’olio, i quali possono essere macinati e usati nei motori diesel standard, e il cui residuo può essere trasformato in biomassa. La pianta è stata preferita alle altre produttrici di biodiesel come il girasole e la soia perché già presente nelle regioni Caprivi e Kavango, dove sono state coltivate dalla compagnia nazionale Prime Investement Ltd.

Il progetto utilizzerà 65.000 ettari di terra, di cui il 75% è già stato abbandonato dai produttori agricoli, interessati maggiormente a cercare fortuna in città, comportando una drastica riduzione delle colture finalizzate all’alimentazione.

 

 

 

 Fonte: http://www.renewableenergyaccess.com

          

        

          http://allafrica.com/stories/200712060544.html

 

         

      

Traduzione: IRECon Italia Srl - TTS - TechnicalTranslationsServices