Un chilogrammo di carne di manzo è causa di emissione di una quantità di gas serra e di altri inquinanti maggiore rispetto a quello emesso durante una gita in auto di tre ore avendo scordato le luci accese a casa.
Akifumi Ogino ed i suoi colleghi del "National Institute of Livestock and Grassland Science" di Tsukuba in Giappone hanno così riassunto i risultati del loro studio che ha valutato gli effetti della produzione industriale di carne sul riscaldamento globale, sul fenomeno delle pioggie acide, l'eutroficazione ed il consumo di energia.

Il team di lavoro ha esaminato l'allevamento di carne di vitello focalizzandosi sulla gestione dell'animale e gli effetti della produzione e trasporto degli alimenti. Combinando i dati ottenuti con quelli precedenti ottenuti da studi relativi all'impatto dei sistemi di ingrasso dei bovini, i ricercatori sono stati capaci di calcolare l'entità totale di inquinamento di una porzione di manzo.
La loro analisi ha dimostrato che la produzione di un chilogrammo di carne di manzo comporta l'emissione di gas serra con un potenziale di riscaldamento ambientale globale equivalente a 36,4 chilogrammi di anidride carbonica. La stessa bistecca rilascia nell'atmosfera dei composti fertilizzanti equivalenti a 340 grammi di anidride solforosa e 59 grammi di fosfati e consuma 169 MJ di energia.
In parole povere, alla produzione di un chilogrammo di carne di manzo è imputabile la stessa quantità di anidride carbonica emessa da un'automobile europea di media cilindrata ogni 250 chilometri ed un consumo di energia sufficiente ad accendere una lampadina a bulbo di 100 watt per venti giorni.
Il calcolo, che è basato sui metodi standard industriali della produzione di carne in Giappone, non include l'impatto della gestione della struttura dell'azienda agricola e del trasporto della carne. L'impatto ambientale è quindi peggiore rispetto all'esito dello studio.
La maggior parte delle emissioni di gas serra avvengono sotto forma di metano rilasciato dal sistema digestivo dell'animale, mentre gli acidi e le sostanze feritlizzanti derivano principalmente dagli escrementi. Oltre due terzi dell'energia viene impiegata per la produzione ed il trasporto del mangime per gli animali.
L'autore dello studio suggerisce che alcuni possibili interventi possano essere la migliore gestione dei rifiuti o la riduzione degli intervalli tra le nascite dei vitelle di un mese.
Questa ultima misura potrebbe ridurre l'impatto ambientale di circa il 6%. Uno studio realizzato in Svezia nel 2003 ha suggerito che la carne da allevamento bovino biologico, allevato nei prati invece che in centri intensivi emette il 40% di gas serra in meno e consuma l' 85% di energia in meno.
Fonte: http://www.newscientist.com
Fonte originale: Akifumi OGINO, Hideki ORITO, Kazuhiro SHIMADA, Hiroyuki HIROOKA (2007) Evaluating environmental impacts of the Japanese beef cow-calf system by the life cycle assessment method - Animal Science Journal 78 (4), 424–432.
http://www.blackwell-synergy.com/doi/abs/10.1111/j.1740-0929.2007.00457.x
Traduzione: IRECon Italia Srl - TTS - TechnicalTranslationsServices









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