More e mirtilli per i nuovi fotovoltaici

Per il nuovo progetto “Ventotene isola a emissioni zero” messo a punto dai ricercatori dell’Università Tor Vergata di Roma, verranno utilizzati pannelli ecologi diversi dai soliti composti tradizionalmente di silicio (monocristallino, policristallino o amorfo), ma utilizzando delle celle realizzate con materiali organici come le antiocine, i pigmenti che danno il colore rosso ai frutti di bosco, o i complessi proteici estratti dagli spinaci, o ancora i materiali plastici. L’obiettivo è quello di creare corrente prodotta dai questo nuovo tipo di pannelli ecologici, per generare corrente destinata a tutti i servizi pubblici dell’isola, eliminando totalmente le emissioni di anidride carbonica.

L’elemento più significativo e più vantaggioso che incentiva l’utilizzo di pannelli così creati, è il loro basso costo, che si aggira attorno a qualche decina di euro. Entro tre anni secondo le previsioni, il mercato globale del fotovoltaico avrà un valore di 34 miliardi di dollari e diventerà alla portata di tutti i cittadini, perché ognuno, in base ad  uno studio svolto dall’Università del New Jersey, potrà riprodurre queste celle solari usando stampanti domestiche. Lo stesso studio afferma inoltre che da queste nuove pellicole si riescono a trasformare il 10% dei raggi solari in corrente elettrica, a differenza degli appena 6,5% derivanti dai pannelli a pellicole di polimeri.

I pannelli organici saranno quindi sempre più competitivi grazie al loro basso costo, dal momento che quelli che sfruttano le proprietà del silicio hanno costi molto più elevati: si devono investire 100 milioni di dollari per ottenere 1000 tonnellate di silicio policristallino, perché i processi chimici necessari per produrlo richiedono una grande quantità di energia e quindi costosi investimenti.

 

 Fonte: Panorama, 4/10/2007, pag. 155

 

Traduzione: IRECon Italia Srl - TTS - TechnicalTranslationsServices