"E' difficile parlare di senso dicendo qualcosa di sensato"; esordisce così Algirdas Julienne Greimas, filosofo lituano, nella sua opera "Del Senso" (Bompiani Editore).
Per quanto concerne la Natura e l'Ambiente, nostro precipuo campo di interesse, dobbiamo ricercare la presenza o meno di un senso sensato.
Vi è senso, in qualsiasi entità ontologica o metafisica, allorquando venga conferito un determinato valore all'entità stessa.
Il "valore", chiamato anche "oggetto di valore greimasiano", si inscrive nell'oggetto "ENVIRONMENT" con modalità armoniosa ascrivendo dignità esistenziale.
"Esistere", in luogo che "non esistere", diventa quindi un imperativo categorico Kantiano a favore della biosfera: la detenzione di senso infatti, presa come condizione necessaria imprescindibile, implementa una forma mentis ed un modus agendi preservativi della piu' intima essenza del lessema "Natura".
Una filosofia della natura, e quindi un'etica della natura, appare dunque all'uomo contemporaneo come un soggetto pregno di senso, come un'etica sensata, se e solo se considerata all'interno di un quadrato semiotico della veridizione ove l'asse deittico aristotelico non sia occupato dall'istanza della menzogna (per "deissi" intendiamo l'accezione aristotelica di "implicazione", evoluta poi da Greimas).
La "verità", intesa come "Wahrheit" habermasiana, si pone sempre come fondazione ultima morale di tutto il "sistema mondo", e quindi financo della biosfera.
Dott. Gianni Lauretig









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