Rinnovabili in Italia - Strategie

L’Anno appena trascorso può tranquillamente essere ricordato come l’anno della svolta politica, economica e culturale nella previsione di modelli di sistemi energetici più efficienti, sostenibile e competitivi, che allo stesso tempo possano dare sicurezza alle Nazioni in grado di attuarli, per un futuro a basse emissioni di anidride carbonica.

 

L’accordo politico raggiunto a Cancun, al termine della Conferenza del COP 16, le Direttive Comunitarie di fine 2009, il proliferare delle normative di settore e l’adozione di strumenti previsionali a lungo raggio certificano la presa di coscienza dei Governi nazionali sui temi del futuro approvvigionamento energetico.

 

D’altre parte tutte le Agenzie Internazionali che si occupano di Energia ed Ambiente sottolineano con enfasi come quella “rivoluzione” auspicata da tempo per rispondere alle problematiche dei cambiamenti climatici sia un processo in atto e che un futuro a basse emissioni di anidride carbonica sia anche una soluzione efficace per accrescere il livello di sicurezza energetica e sostenere lo sviluppo economico.

 

La crescita dell’efficienza energetica nei Paesi industrializzati; l’aumento degli investimenti pubblici nelle tecnologie a basso contenuto di carbonio; la comparsa nei listini di importanti compagnie automobilistiche di veicoli ibridi ed elettrici; la ripresa degli investimenti nel settore nucleare sono segnali di un processo ormai avviato, sostenuto – in controtendenza rispetto alle negative previsioni collegate allo svolgersi della crisi economica internazionale – dal buon andamento fatto segnare dagli investimenti nelle tecnologie low-carbon che costituiscono un’elevata percentuale della nuova capacità di generazione elettrica in Europa.

 

La strada da compiere verso la costruzione di un sistema energetico più sostenibile è tuttavia ancora molto lunga. Recenti studi realizzati per la United Nations Climate Change Conference da autorevoli istituti di ricerca mostra infatti che ad esempio, per conseguire gli impegni assunti all’orizzonte del 2020, sarebbe necessario triplicare i risultati finora conseguiti attraverso le politiche e misure finora adottate.

 

La perdurante crisi finanziaria ha accelerato i processi di decisione strategica che ogni singolo Governo, soprattutto quelli aderenti al Trattato di Kyoto, ha attuato in materia di produzione e consumi energetici e  nell’approvvigionamento energetico, ed i sistemi economici con scarsa tenuta competitiva della base industriale, proprio in materia delle tecnologie low-carbon, hanno accelerato i necessari processi di consolidamento dei rapporti con i Governi esportatori di risorse energetiche ma anche e soprattutto con le Nazioni più evolute in tema di industria tecnologica.

 

I trend globali odierni di domanda e offerta di energia sono chiaramente insostenibili da un punto di vista ambientale, economico e sociale.

Il settore energetico si trova ad affrontare quattro sfide principali:  la minaccia di un cambiamento climatico con potenziali effetti distruttivi ed irreversibili, la riduzione progressiva della sicurezza degli approvvigionamenti, la crescita e volatilità dei prezzi dellenergia e la crescente domanda energetica nei Paesi in via di sviluppo.

Non è esagerato affermare che uno sviluppo economico sostenibile sarà possibile solo se il mondo saprà garantire unofferta di energia affidabile a prezzi accessibili ed effettuare una rapida trasformazione verso approvvigionamenti energetici a basso contenuto di carbonio, efficienti e rispettosi dellambiente.

 

In particolare per quanto attiene al cambiamento climatico, nel Comunicato conclusivo della Conferenza Cop 16 di Cancun, i Ministri della United Nations Climate Change Conference  hanno notato che “i costi di non-azione sono maggiori dei costi di azione” e che “gli scenari futuri mostrano che le emissioni di gas effetto serra dovranno iniziare a diminuire significativamente entro i prossimi dieci-quindici anni”.

Essi hanno anche espresso lintenzione di “condividere con tutti i Paesi l’obiettivo di ridurre almeno del 50% le emissioni globali al 2050 e hanno riconosciuto lobiettivo di “ridurre le emissioni complessive di gas effetto serra dei Paesi sviluppati di almeno l’80% rispetto al 1990.

 

Per raggiungere questi ambiziosi obiettivi occorrerà attuare una rivoluzione negli usi e nella produzione di energia e sviluppare un portfolio di tecnologie energetiche low-carbon, di cui le fonti rinnovabili costituiranno parte essenziale.

 

Per raggiungere tali obiettivi di diffusione delle fonti rinnovabili saranno necessari ingenti investimenti a livello globale. Quanto siamo distanti da questi obiettivi?

I trend di crescita degli investimenti e i dati relativi alla nuova capacità installata di fonti rinnovabili a livello mondiale negli ultimi anni sono incoraggianti e tendenzialmente in continuo aumento.

 

Nell'anno che si è appena concluso, la crisi economica globale non ha arrestato la crescita del settore delle rinnovabili. Nel 2010 (fonte ENEA), infatti, gli investimenti in questo comparto hanno raggiunto i 187 miliardi di euro: il record assoluto, pari a quasi il 30% in più rispetto ai 144 miliardi del 2009 e al doppio rispetto al 2006.

 

La crescita più significativa si è avuta nel solare, dettata soprattutto dall’esigenza di non disperdere gli incentivi statali allo sviluppo, con un incremento degli investimenti del 49% rispetto all'anno precedente. Spicca in particolare l'aumento degli impianti di piccole dimensioni, per i quali sono stati spesi 46 miliardi di euro (+91% rispetto al 2009) sui 68 totali del settore. Decollano anche le tecnologie per il risparmio energetico (smart grid, veicoli elettrici, impianti di accumulazione, etc), che hanno totalizzato investimenti per oltre 18 miliardi di euro, con una crescita del 27%. Per l'eolico sono stati spesi complessivamente 74 miliardi di euro, pari al 31% in più rispetto al 2009. Lieve contrazione solo per il settore delle biomasse e dei biocombustibili.

 

La rapida evoluzione dei mercati delle fonti rinnovabili ha due importanti implicazioni.

La prima è la prevedibile diminuzione dei costi che, grazie alle economie di scala e di volume, aumenterà la competitività delle fonti rinnovabili rispetto a quelle convenzionali.

La seconda è unevidente opportunità di business che attrae sempre più numerosi e nuovi investitori nel campo delle rinnovabili, anche tra quelli non tradizionalmente impegnati nel settore energetico.

 

I trend globali a tale proposito sono molto chiari. Gli investimenti annuali in nuova capacità installata sono decuplicati in sei anni, passando da circa 10 miliardi di dollari/anno nel 2003 al picco assoluto di poco oltre 100 miliardi di dollari nel 2008.

Nonostante la crisi finanziaria ed economica, tale livello è rimasto sostanzialmente stabile anche nel 2009, grazie ad una crescita significativa degli investimenti nei Paesi asiatici, soprattutto in Cina, che ha compensato la decrescita osservata in Europa ed in America. Anche i pacchetti di stimolo economico adottati in vari Paesi hanno aiutato a stabilizzare gli investimenti, anche se il maggiore impatto di questi aiuti economici sarà percepibile nel biennio 2010-11, per il quale è previsto un nuovo record di investimenti in energie rinnovabili a livello mondiale.

 

La definizione di una strategia nazionale di lungo periodo per l’Italia nel settore dellenergia, e in particolare in quello delle rinnovabili, è condizione necessaria per ridurre le numerose barriere che ne ostacolano lo sviluppo.

In questo senso, le politiche che verranno adottate dovranno realizzare il necessario equilibrio tra strumenti che consentano la creazione di una adeguata domanda di tecnologie per le rinnovabili - con particolare attenzione al livello di efficacia dei meccanismi di incentivazione - e strumenti in grado di stimolare linnovazione e lo sviluppo tecnologico.

 

In questa ottica, lobiettivo comunitario assegnato all’Italia per il 2020, che prevede una copertura del 17% di consumi finali con energia da fonti rinnovabili, rappresenta uno stimolo allo sviluppo e alla diffusione di nuove tecnologie che, rispondendo a importanti e urgenti questioni che si pongono oggi sul piano energetico e ambientale, possono essere in grado di promuovere la crescita economicamente sostenibile del paese.

 

Firma: 

Vincenzo Arcuri