Il mercato del fotovoltaico in Italia sembra vivere in questi ultimi anni un boom grazie anche a varie forme di incentivo e alle situazioni economiche contingenti (vedi il prezzo del petrolio). Ma è il settore dei fotovoltaici veramente un eldorado per le aziende del settore tecnico, almeno quelle che dimostrano una provata professionalità? Io penso proprio di no. Attualmente il mercato del fotovoltaico mi sembra molto simile (con i dovuti "distinguo" e ridimensionamento) a quello che è stato il mercato dei PC compatibili una decina di anni fa. La prima fase di mercato è stata quella dell'introduzione del prodotto "pannello fotovoltaico". Erano prezzi inaffrontabili per qualsiasi utilizo che non fosse di tipo sperimentale. Poi l'industrializzazione più spinta dei prodotti ha portato a un certo calo dei prezzi e ad una disponibilità piu' elevata. Successivamente sono arrivate le varie forme di incentivo con l'oiettivo di diffondere l'utilizzo di tale tecnologia. In questo momento tutti, i piu' preparati e i piu' improvvisatori si sono buttati nello stesso mercato. Vi ricordate com'era la situazione dei PC compatibili? All'inizio solo alcune aziende multinazionali potevano offrire i PC, poi l'arrivo dei PC compatibili. Le aziende veramente serie esistevano ancora, ma spuntavano nuovi assemblatori dappertutto. Tutti avevano un amico o un lontano cugino che assemblava PC nel garage e che vendeva a prezzi stracciati. Il punto è che quei PC assemblati nei garage da mani piu' o meno sapienti (mio cugino in effetti era un genio, ma circa il 98% raffazzonava qualcosa) venivano anche acquistati e molte aziende fornitrici, prima molto solide, hanno dovuto fare i conti con questo esercito di assemblatori "fai da te". Per i fotovoltaici succede lo stesso. Ormai moltissimi assemblano fotovoltaici e ancor di piu' si re-inventano esperti progettisti o installatori (mio cugino non l'ha ancora fatto, ma ci sta pensando). Molto spesso i PC assemblati in qualche modo si vendevano comunque per il semplice motivo che i clienti non erano in grado di distinguere tra un PC ben fatto e uno raffazzonato..."basta che faccia girare Word o Doom" si diceva. Ma quando il monitor palesava "e' stata eseguita un'operazione irreversibile il presente processo verra' terminato" tutti quelli che avevano appena perso l'ultimo capitolo della tesi erano pronti a dare la colpa a Bill Gates...avete mai pensato che magari vostro cugino non abbia ben scelto i componenti del vostro PC? Con questo non voglio dire che Bill Gates sia assolutamente esente di colpe. Voglio solo dire che oggi si vive qualcosa di analogo. Tutti progettano impianti e li realizzano anche, ma spesso chi si improvvisa esperto non fa una reale e seria valutazione di quello che sta preparando. Tanto il cliente spesso non capisce e quindi "basta che esca corrente!!!". Tale approccio, che ovviamente e' inevitabile nel contesto italiano in particolare, non puo' che portare a disillusione e pessimismo. Un giorno, quando il cliente capira' che l'impianto non ha prodotto quanto preventivato dall' "esperto improvvisato", pensera' subito che e' la tecnologia fotovoltaica che non funziona (questa volta non è colpa di Bill Gates) e non mettera' probabilmente in dubbio che l'esperto improvvisato abbia scelto male i componeneti dell'impianto. La soluzione? Non c'e'..aspettiamo che passi il periodo; poi solo qualcuno sopravvivera'. E mio cugino si mettera' ad assemblare altro nel garage. Ciao, Edi
Il mercato del fotovoltaico in Italia sembra vivere in questi ultimi anni un boom grazie anche a varie forme di incentivo e alle situazioni economiche contingenti (vedi il prezzo del petrolio). Ma è il settore dei fotovoltaici veramente un eldorado per le aziende del settore tecnico, almeno quelle che dimostrano una provata professionalità? Io penso proprio di no. Attualmente il mercato del fotovoltaico mi sembra molto simile (con i dovuti "distinguo" e ridimensionamento) a quello che è stato il mercato dei PC compatibili una decina di anni fa. La prima fase di mercato è stata quella dell'introduzione del prodotto "pannello fotovoltaico". Erano prezzi inaffrontabili per qualsiasi utilizo che non fosse di tipo sperimentale. Poi l'industrializzazione più spinta dei prodotti ha portato a un certo calo dei prezzi e ad una disponibilità piu' elevata. Successivamente sono arrivate le varie forme di incentivo con l'oiettivo di diffondere l'utilizzo di tale tecnologia. In questo momento tutti, i piu' preparati e i piu' improvvisatori si sono buttati nello stesso mercato. Vi ricordate com'era la situazione dei PC compatibili? All'inizio solo alcune aziende multinazionali potevano offrire i PC, poi l'arrivo dei PC compatibili. Le aziende veramente serie esistevano ancora, ma spuntavano nuovi assemblatori dappertutto. Tutti avevano un amico o un lontano cugino che assemblava PC nel garage e che vendeva a prezzi stracciati. Il punto è che quei PC assemblati nei garage da mani piu' o meno sapienti (mio cugino in effetti era un genio, ma circa il 98% raffazzonava qualcosa) venivano anche acquistati e molte aziende fornitrici, prima molto solide, hanno dovuto fare i conti con questo esercito di assemblatori "fai da te". Per i fotovoltaici succede lo stesso. Ormai moltissimi assemblano fotovoltaici e ancor di piu' si re-inventano esperti progettisti o installatori (mio cugino non l'ha ancora fatto, ma ci sta pensando). Molto spesso i PC assemblati in qualche modo si vendevano comunque per il semplice motivo che i clienti non erano in grado di distinguere tra un PC ben fatto e uno raffazzonato..."basta che faccia girare Word o Doom" si diceva. Ma quando il monitor palesava "e' stata eseguita un'operazione irreversibile il presente processo verra' terminato" tutti quelli che avevano appena perso l'ultimo capitolo della tesi erano pronti a dare la colpa a Bill Gates...avete mai pensato che magari vostro cugino non abbia ben scelto i componenti del vostro PC? Con questo non voglio dire che Bill Gates sia assolutamente esente di colpe. Voglio solo dire che oggi si vive qualcosa di analogo. Tutti progettano impianti e li realizzano anche, ma spesso chi si improvvisa esperto non fa una reale e seria valutazione di quello che sta preparando. Tanto il cliente spesso non capisce e quindi "basta che esca corrente!!!". Tale approccio, che ovviamente e' inevitabile nel contesto italiano in particolare, non puo' che portare a disillusione e pessimismo. Un giorno, quando il cliente capira' che l'impianto non ha prodotto quanto preventivato dall' "esperto improvvisato", pensera' subito che e' la tecnologia fotovoltaica che non funziona (questa volta non è colpa di Bill Gates) e non mettera' probabilmente in dubbio che l'esperto improvvisato abbia scelto male i componeneti dell'impianto. La soluzione? Non c'e'..aspettiamo che passi il periodo; poi solo qualcuno sopravvivera'. E mio cugino si mettera' ad assemblare altro nel garage. Ciao, Edi