STUFE A PELLET

La stufa, la caldaia o il focolare a pellet è un generatore di calore che utilizza i pellets di legno come combustibile.
 
Facciamo subito un piccola distinzione fra le caldaie a pellets vere e proprie e i caminetti e le stufe:
 
i primi sono sistemi “centralizzati” di produzione del calore che servono a scaldare l’aria e/o l’acqua di una casa o in generale di un edificio, acqua calda che verrà utilizzata sia per gli utilizzi personali che quelli di riscaldamento dell’ambiente. I secondi invece prevedono l’utilizzo del pellets al posto dei ciocchi di legna e, come i termocamini, combinano all’effetto scenico e ambientale di un caminetto la possibilità di scaldare aria (e acqua) con accessori dedicati.
 
Insieme alle caldaie a pellets si vedono sul mercato sempre più spesso caldaie onnivore o policombustibili, ovvero in grado di bruciare, oltre ai pellets, svariati materiali derivati da biomasse: residui di segatura e residui legnosi in scaglie, cippati, mais e stocchi di mais, gusci legnosi, noccioli, oli combustibili, paglie di frumento, di orzo e di cereali in genere, sansa di olive...
 
Per lo schema di massima di una caldaia a pellet rimandiamo all’ articolo su questo argomento già trattato su Energie-Rinnovabili.net.
 
 
Attualmente stiamo vivendo un momento di rinascita del riscaldamento a legna, per diversi motivi:
 
innanzitutto un aumento considerevole del prezzo del petrolio che, malgrado il rapporto di cambio favorevole tra dollaro ed euro, ha portato come conseguenza un aumento del prezzo dei combustibili da esso derivati;
 
una maggiore sensibilità da parte degli utenti all’impatto ecologico derivante dall’utilizzo di combustibili di origine fossile;
 
un progresso tecnico delle stufe e dei caminetti in particolare, legato all’automatizzazione e alla regolazione della temperatura, con sistemi di carico del combustibile, alimentazione dell’aria e controllo dei fumi e alla offerta di accessori in grado di ridistribuire il calore in maniera più uniforme.
 
Sono stati inoltre sviluppati stufe e caminetti che realizzano una post-combustione dei fumi prodotti dalla combustione principale del legno: questi fumi iniziali sono infatti molto ricchi di monossido di carbonio (CO), un gas incolore, inodore, molto pericoloso per la salute. Il CO però, messo a contatto con aria riscaldata, può ancora bruciare e diventare anidride carbonica (CO2, che è il risultato finale di una combustione completa), producendo ulteriore calore.
 
Per questo, esistono stufe e caminetti che “suddividono” l’aria prelevata dall’esterno; in parte questa aria viene indirizzata direttamente alla combustione principale, la restante viene fatta scorrere sulle pareti calde del focolare e inviata sopra la fiamma principale. In questo modo si può procede alla combustione finale del C0.
Come risultato abbiamo stufe con rendimenti attorno al 90 % (l’energia contenuta nel legno iniziale è convertita per il 90% in calore) e una immissione di CO nell’ambiente esterno prossima allo 0.
 
Questa tecnologia comporta ovviamente costi di realizzazione e acquisto superiori.
 
STUFA A PELLET
stufa a pellets (fonte: www.piazzetta.it)
 
STUFA A PELLET
inserto a pellets (fonte: www.edilkamin.com)
 
STUFA A PELLET
caldaia a pellets (fonte: www.fuocoelegna.it)
 
L’utilizzo del pellet, che potrebbe essere considerato materiale “di scarto” (anche se in realtà ha subito lavorazioni per essere reso tale partendo dal ciocco di legna naturale), porta a un indubbio vantaggio economico, che può essere a grandi linee valutato attorno al 40 – 50% rispetto al riscaldamento a gasolio, e 30% rispetto a quello a metano. Questa stima però è fatta solo sul prezzo del combustibile, che è l’elemento “quotidiano” di tutta la catena economica.
Bisogna più precisamente tenere conto dei prezzi di acquisto, installazione e manutenzione delle caldaie a pellets, che riducono questi margini, fino a 30 – 35% e 10 – 15% rispettivamente.
 
L’acquisto di una stufa o di un caminetto a pellets deve infine essere una scelta cosciente, ovvero deve tenere conto di vantaggi e svantaggi ad essa legati.
Diciamo innanzitutto che il legno in ciocchi è, in assoluto, più economico ed ecologico (non subisce trattamenti preventivi), ma…
…presenta, da verde, livelli di umidità non accettabili, fino al 40 – 50%, per cui non può essere utilizzato immediatamente ma deve essere fatto seccare all’aria aperta sotto tettoia, per circa un anno;
è “sporco”, e di movimentazione più complicata;
è “impuro” e lascia maggiori quantità di cenere;
realizza una combustione meno efficiente rispetto al pellet.
 
Il pellet combina la comodità di una stufa moderna con il piacere di avere un ambiente riscaldato con l’effetto e la suggestione di una fiamma viva;
è facile da utilizzare e movimentare;
normalmente i serbatoi presenti nelle stufe e nei caminetti consentono un’autonomia di svariate ore, riducendo così notevolmente l’intervento della persona per la ricarica;
gli impianti sono ormai completamente automatizzati e programmabili, per cui si può impostare tramite timer l’orario di accensione, permettendo così di trovare l’ambiente già riscaldato quando voluto;
lascia pochissimi residui e ceneri, per cui anche gli interventi di pulizia sono notevolmente ridotti;
nel caso delle caldaie a pellets (svincolati cioè da un aspetto estetico), ha costi di alimentazione inferiori, consentendo un adeguato risparmio rispetto agli equivalenti a metano, a gasolio o GPL.
 
D’altra parte va tenuto in conto che:
per raggiungere la massima efficienza e quindi la massima economia la stufa deve essere opportunamente tarata in funzione del pellet utilizzato: questa operazione deve essere garantita dal produttore tramite l’installatore autorizzato; oppure accertatevi che la stufa abbia chiare istruzioni per effettuare le regolazioni da soli intervenendo sui parametri;
il pellet deve essere di buona qualità, con un basso tenore d’umidità e impurità, in modo da ridurre gli interventi da manutenzione; nella peggiore ipotesi, pellets di bassa qualità bloccano il funzionamento della stufa;
la caldaia o il caminetto necessitano di un attento posizionamento dell’alimentazione di aria comburente e della canna fumaria, che deve essere in acciaio, termicamente isolata, il più possibile rettilinea e deve uscire di almeno mezzo metro rispetto al colmo del tetto;
i componenti elettrici (coclea di carico, ventilatori…) ed elettronici devono essere di buona qualità; in caso contrario a causa dei primi si potrebbero sentire fastidiosi ronzii nel funzionamento (aspetto da non sottovalutare quando il caminetto è installato in una zona della casa abitata frequentemente), mentre a causa dei secondi si potrebbero avere malfunzionamenti con conseguente “glaciazione” improvvisa delle stanze! Meglio quindi rivolgersi a ditte conosciute, anche se più costose offrono una certa garanzia e un servizio clienti (che anche se non celere, almeno esiste), o ditte già sperimentate da amici o di cui si è sentito parlare
Infine, occhio al prezzo del pellet! È un prodotto fortemente stagionale e alcuni grossisti se ne approfittano, meglio fare scorta con l’estate e non ritrovarsi impreparati coi primi freddi!
 
 
Link Utili:
 
(rivista on-line dei consumatori dell’Alto Adige, contiene parecchie informazioni)
 
(molto interessante il blog, realizzato dagli utenti del sito, dedicato ai pellet e alle stufe)
 
 
 
 

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