A settembre 2026 si tracciano i primi bilanci consolidati sulle Comunità Energetiche Rinnovabili (CER) nate nell’ultimo anno e mezzo. I report pubblicati dagli enti di monitoraggio tracciano un quadro estremamente positivo, dimostrando come la produzione diffusa non sia soltanto una scelta ecologica, ma anche un potente fattore economico e sociale.
Le famiglie e le piccole e medie imprese riunite nelle CER hanno registrato una riduzione sensibile dei costi in bolletta, grazie all’autoconsumo diretto e agli incentivi previsti per l’energia condivisa nella stessa cabina primaria. Il modello punta sull’installazione di impianti fotovoltaici sui tetti di edifici pubblici, condomini e distretti industriali, trasformando i consumatori in “prosumer” attivi.
Oltre all’aspetto economico, il bilancio di questo settembre mette in luce l’impatto contro la povertà energetica. Molti comuni hanno infatti destinato quota parte dei benefici prodotti dalle CER a sostegno dei nuclei familiari in difficoltà. Le Comunità Energetiche si confermano così una delle architetture più efficaci per democratizzare l’energia, riducendo al contempo le perdite di carico lungo la rete di distribuzione nazionale.
